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Giornata mondiale della gentilezza: un decalogo per praticarla in presenza mentale.

Oggi , 13 novembre, si celebra la Giornata mondiale della gentilezza, promossa dal World Kindness Movement : una giornata per ricordarci di esserlo ogni giorno.
Ecco un decalogo per aiutarci ad allenare la nostra gentilezza, e renderla una preziosa pratica di presenza mentale.

1. Sii gentile con te stesso.

La gentilezza per gli altri si coltiva a partire dalla gentilezza verso se stessi.
Accogli le tue emozioni spiacevoli, non giudicarti, riconosci i tuoi bisogni, e chiediti: come posso prendermi cura di me oggi?

2. Rispetta l’Altro.

Il rispetto comincia dal riconoscere l’altro come Soggetto che attribuisce significati personali al mondo, che ha una sua storia, i suoi vissuti, le sue emozioni, i suoi dolori, che hanno pari dignità dei nostri. Rispetta la sua diversità.

3. Esplora come ti senti ad essere gentile.

Quando sei gentile, puoi portare la consapevolezza all’esperienza della gentilezza nel momento presente. Esplora con curiosità quali sensazioni ed emozioni provi, dove le percepisci nel tuo corpo, e cosa sta accadendo in te. Ti aiuterà a essere presente alla tua gentilezza.

4. Accogli pienamente la gentilezza che ricevi.

Apriti all’esperienza della gentilezza, resta disponibile ad accoglierla.
Quando qualcuno si offre di essere gentile con te, puoi concedergli di esserlo e aprirti a ricevere quel gesto: è un atto di gentilezza anche permettere agli altri di coltivare la propria gentilezza.
Esplora come stai quando ricevi un’attenzione gentile; puoi entrare in contatto con quelle sensazioni e lasciare che si espandano.

5. Usa più spesso la parola Grazie.

E’ una parola dal grande potere: ci permette di riconoscere il valore di ciò che sta accadendo, di aprirci a riceverlo, di predisporci a restituirlo con spontaneità.
E di far sentire all’altro che abbiamo riconosciuto e apprezzato il suo impegno di gentilezza. Possiamo cominciare a dire grazie dentro di noi per le piccole cose che apprezziamo nella nostra vita, e continuare a dire grazie per tutte le piccole gentilezze che riceviamo.

6. Usa più spesso la parola Scusa.

Una parola spesso sottostimata, perché talvolta associata all’idea di perdere la propria giustezza, la propria posizione, il proprio potere. A volte si pensa sia segno di debolezza scusarsi.
Ma chiedere scusa richiede uno sforzo: quello di avere l’onestà di guardarsi dentro e di mettersi in discussione, quello di rinunciare alla lotta per il potere nella relazione, per aprirsi all’incontro autentico con l’altro.
Forse in fondo è segno di forza. Può permetterci di imparare dai nostri errori, e di riconoscere i sentimenti dell’altro.
Anche scusarsi è un atto di gentilezza.

7. Accogli la tua rabbia, osservala, e aspetta.

Quando siamo arrabbiati spesso riversiamo impulsivamente la nostra rabbia verso l’altro.
Proviamo a darci il tempo.
Il tempo di accoglierla in noi… in fondo è un’emozione umana e possiamo accettarla senza giudicarci per questo.
Il tempo di osservarla: cosa c’è di nostro nella nostra rabbia? Cosa possiamo imparare da essa?
Il tempo per non “agirla”, ma per trasformarla in un’occasione di apprendere qualcosa su noi stessi e sugli altri.

8. Sostituisci al giudizio la comprensione.

Essere gentile con te stesso e con gli altri, significa anche impegnarsi a non giudicare. Quando scopri di usare delle etichette con te stesso o con gli altri, prova a lasciarle andare, e dai spazio alla tua curiosità: esplora il senso del comportamento, non etichettarlo.
“Solo una persona gentile è in grado di giudicare equamente un altro e di considerare, nel farlo, dei margini per le sue manchevolezze. Un occhio gentile, mentre riconosce i difetti, sa vedere oltre questi.” Lawrence G. Lovasik.

9. Amplia il raggio della tua gentilezza.

Spesso ci viene più naturale essere gentile con chi è più vicino a noi, chi sentiamo più simile a noi. Ma possiamo allenarci ad aprire i confini della nostra gentilezza, riconoscendo che siamo parte di un’umanità più ampia, che siamo connessi a tutti gli esseri viventi, che siamo abitanti di questo pianeta.
Possiamo agire in modo etico verso il pianeta e tutti gli esseri viventi.

10. “Pratica gesti casuali di gentilezza e atti insensati di bellezza.” Anne Herbert

La gentilezza autentica non ha bisogno di un motivo per esprimersi.
Guardati attorno, ci sono continuamente molte occasioni per distribuire gentilezza, in modo casuale, senza uno scopo, senza aspettative.
Praticala per il solo piacere di praticarla. Goditi il piacere di fare un atto gentile per qualcuno, senza alcuna meta. E poi resta in ascolto.

Nashira Laura Andreon

Psicologa Psicoterapeuta

3 commenti

  1. Questo articolo mi trova assolutamente in accordo.
    In generale il sito http://psichedintorni.it è scrittocompletamente bene, lo seguo con passione.
    Ben fatto, buona giornata.

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    • La ringraziamo con piacere per questo bel commento, ci incoraggia a continuare su questa strada, con passione. Buona giornata a lei.

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