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Come conquistare la libertà

 Libertà di pensare, scegliere e agire fuori dalla suggestione consumistica

In questo articolo cercherò di rispondere a due domande:

Perché la pubblicità è così attraente?

E come facciamo a difenderci (sempre che lo vogliamo)?

Il cervello umano
Innanzi tutto siamo così sensibili ai messaggi pubblicitari proprio perché possediamo un cervello evoluto e complesso, il che a prima vista parrebbe una contraddizione.

Proviamo allora per un attimo a immaginare cosa accadrebbe ad un gatto o un cane che si trovino sul divano mentre viene trasmessa la pubblicità di una nuova marca di biscottini. Nella migliore delle ipotesi, potrebbero essere incuriositi dai movimenti sullo schermo o dai rumori al più. Niente in confronto a ciò che accadrebbe in una macchina complessa come il cervello umano. L’uomo infatti, grazie al lavoro della corteccia pre-frontale, che gatti e cani hanno in misura molto ridotta, è in grado di simulare la realtà, ossia vivere esperienze nella propria testa prima di sperimentarle nella vita vera. Questa è una cosa meravigliosa che abbiamo ricevuto in dono. Ci fa capire prima che sia troppo tardi che non è il caso di lanciarci dal terrazzo per provare a volare come un uccello o di rispondere a tono all’energumeno palestrato che ci appella in modo poco aggraziato nel parcheggio. Tutto questo è utile.

Ma come tutte le cose evolute, vanno sapute usare.

Simulatore di esperienze
Invece l’uomo, avendo questo “nuovo” strumento a disposizione, compulsivamente, passa il tempo a costruire sceneggiature articolate per vicende non ancora accadute. Quindi, seduto sulla mia sedia, mi ritrovo a pensare all’impegno della serata, alla giornata di domani, al fine settimana, alle vacanze estive o invernali, immerso in una ricostruzione virtuale piuttosto verosimile, che mi getta nel migliore dei casi in uno stato generale di malessere e agitazione.

La stessa cosa accade quando guardo uno spot, in tv o su una rivista; comincio ad immaginare la mia vita con quel prodotto e.. inizio a desiderarlo.

Infatti, come essere umano, ho anche la tendenza a cercare di massimizzare il mio piacere in ogni situazione. Il che si riflette in una sensazione di insoddisfazione per la condizione attuale, ora che mi rappresento la controparte (ricordiamoci: immaginaria e poco obiettiva).

Ovviamente una volta cambiato ombretto, rasoio o macchina fotografica, la mia soddisfazione ritorna nuovamente al livello di partenza e il gioco riprende.

E quindi, come mi salvo?

Riconoscere le abitudini mentali
Per uscire da questo circolo vizioso, la prima cosa che possiamo fare è riconoscere questa abitudine della mente a ricercare sempre nuovi modi per rendermi felice. Forse l’acquisto mi gratifica per un po’ di tempo, ma poi quell’impulso rinasce ancor più rinvigorito. In seconda battuta, nel momento in cui mi prende l’impulso o il desiderio, mi limito ad osservarlo, per vedere cosa accade ai miei pensieri e al mio corpo quando sono in balia di questo incantesimo. In questo modo potrei scoprire cose curiose su come funziona la mia mente.

La buona notizia è che, una volta che sono consapevole di questo meccanismo, sono libero dal bisogno impulsivo, libero di scegliere come meglio gratificarmi.

 

 

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