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dott.ssa Elisa Vezzi

Mi sono laureata nel 2004 in psicologia all’Università degli Studi di Firenze e ho completato nel 2010 la specializzazione quadriennale in psicoterapia presso la Scuola Cognitiva di Firenze.

La mia scelta si è indirizzata verso l’orientamento cognitivista e verso la scuola di Firenze in particolare per la cura che ho riscontrato nella formazione degli allievi, l’aperto confronto con gli altri approcci terapeutici, il riferimento costante alla ricerca applicata, tutti elementi che favoriscono il rinnovamento continuo e produttivo della pratica clinica.

Sono abilitata all’esercizio della psicoterapia e iscritta all’albo degli psicologi del Veneto, n. 8646.

Mi occupo di Formazione dal 2005, sia in ambito aziendale che clinico.

Dal 2009 esercito privatamente la professione di psicoterapeuta e nel 2013 ha preso avvio la collaborazione professionale con la collega Nashira Andreon da cui anche la nascita del sito Psiche Dintorni.

Dal 2010 ho approfondito il tema dell’approccio multidisciplinare nella cura dei disturbi dermatologici e della psicosomatica, facendo parte nel 2011-2012 del gruppo di lavoro su Educazione Terapeutica del Paziente con Dermatite Atopica e relazionando in convegni A.I.Nu.C Accademia Internazionale di Nutrizione Clinica.

Dal 2013 collaboro come psicologa per il Servizio Cittadinanza delle Donne e Cultura delle Differenze del Comune di Venezia.

Negli ultimi anni ho approfondito lo studio della Mindfulness integrandolo nella pratica psicoterapeutica. Ho partecipato a vari ritiri di pratica e corsi e, nel febbraio 2014, ho conseguito la certificazione per l’insegnamento presso la Mindfulness Association.

Orientamento

L’approccio cognitivo e cognitivo-comportamentale parte dal presupposto che ogni persona ha acquisito e sostiene modalità personali di leggere la realtà che talvolta producono sofferenza.

Parte di questa sofferenza dipende dal modo in cui abitualmente interpretiamo le situazioni che ci capitano. Non sono quindi gli eventi in sé a creare disagio psicologico ma il significato che noi gli attribuiamo e il modo in cui rispondiamo a essi. E tutto ciò è soggettivo e appreso.

La restante parte di sofferenza è tipica della condizione umana e non può essere eliminata; è possibile invece imparare un modo diverso e più funzionale di starci in relazione, in modo che la persona sia comunque libera di condurre una vita appagante e coerente con i propri valori.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale aiuta la persona ad individuare le modalità abituali di pensiero che alimentano il proprio disagio psicologico e a trovare nuove possibilità di pensiero più oggettive e funzionali al proprio benessere.

Terapeuta e paziente lavorano insieme per identificare in modo chiaro il problema e stabilire in modo condiviso gli obiettivi della terapia. Questi vengono poi monitorati durante tutto il lavoro terapeutico in modo che entrambi abbiano sempre chiaro in che punto del percorso si trovano.

La forza del Cognitivismo clinico sta nel continuo interscambio tra lavoro psicoterapeutico e ricerca applicata, che permette un rinnovamento continuo della pratica psicoterapeutica e un’accurata verifica dell’efficacia terapeutica

 

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