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Un altro futuro è possibile oggi?

All’inizio di questo nuovo anno ho deciso di prendermi lo spazio per qualche riflessione su come possiamo rendere possibile un futuro diverso a partire da oggi.

E’ chiaro come tutto ciò che sarò domani lo costruisco oggi.

Ad esempio, se oggi mangio bene, faccio sport, dormo abbastanza e mi prendo cura del mio benessere psichico, coltivo le amicizie, sto in mezzo alla natura, lavoro il giusto, mi diverto, domani sarò presumibilmente in armonia con me stesso, in salute, avrò degli amici, sarò intellettualmente vivace e generalmente soddisfatto.

Questo perché ho nutrito degli aspetti che col tempo manifestano i loro frutti.

Se invece mi alcolizzo, litigo con tutti, mi strafogo di robaccia, non perdo occasione di trascurare me stesso e gli altri, lavoro troppo e dormo troppo poco, faccio solo cose che devo e non mi piacciono, non passeggio nei parchi, mi sparo ore di televisione, probabilmente domani avrò una pessima salute e un pessimo aspetto e anche un pessimo umore.

Questo per dire come tutto quello che faccio determini un qualche risultato nel breve o nel lungo periodo.

Dando una sbirciatina a quello che succede oggi in giro, si potrebbe pensare a scenari piuttosto controversi.

Internet & co.

Personalmente credo che internet e i vari dispositivi elettronici di cui quasi tutti noi disponiamo illimitatamente siano piuttosto insidiosi nella nostra vita. Televisione, computer, cellulari catturano la nostra attenzione in modo inesorabile, molto più di qualsiasi altra cosa. Potete fare una semplice prova parlando con qualcuno mentre guarda la tv o un video al computer. Non può fare a meno di voltare la testa verso lo schermo. E i bambini ancora di più perché hanno meno freni. A volte credo che per poter possedere questi strumenti ci vorrebbe un corso preliminare per usarli in modo misurato e saggio. E invece ne disponiamo sempre di più e sempre prima senza alcuna restrizione.

Il cervello, quando navighiamo in rete o su un social network, è iperstimolato, viaggia a velocità sostenuta guidato da sollecitazioni multiple che si avvicendano l’una dopo l’altra in un flusso continuo di coscienza incosciente. Questo rinforza l’irrequietezza mentale, l’abitudine della mente a saltare da un pensiero all’altro, da un contenuto all’altro senza posa. E tutto questo non ci rende più calmi, né più felici, anzi.

Più vicini ma più lontani

Inoltre personalmente credo che ci stiamo abituando a stare un po’ lontani l’un l’altro, con il vicino di casa o con la signora che aspetta il bus accanto a noi. Come se ci dessimo per scontati o come se credessimo di essere soli al mondo. Invece non è vero, siamo umani tra umani, sempre.
Prima c’erano le famiglie allargate che vivevano insieme e le generazioni potevano convivere, pur nelle difficoltà delle relazioni familiari strette, in una continuità di esistenze. In questo modo si percepiva un senso di appartenenza e di sostegno viscerale che rassicuravano. Oggi siamo per lo più entità mononucleari, con pochi scambi davvero umani e tanti sguardi diffidenti. In continuo movimento.
E i nostri tanti anziani che soffrono di malinconia in un mondo così asettico e respingente. Hanno gli occhi colmi di nostalgia.

Domani ci sarà ancora spazio per il contatto tra persone, come esseri davvero “umani” che condividono lo stesso destino e lo stesso spazio vitale?

Dipende solo dall’essere “umani” adesso.

 

Se vuoi conoscere il passato, guarda il tuo presente.

Se vuoi conoscere il futuro, guarda il tuo presente.

                                                                           Saggio Zen

 

 

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